La curiosità che distrugge la fede

3 gennaio 2011

Se dovessi cercare nella mia infanzia i motivi che mi hanno reso, negli anni, un libero pensatore, indicherei sicuramente i rimasugli di un sistema di istruzione sovietico (una delle poche cose buone della dittatura in cui sono vissuto il primo anno mio e l’ultimo anno suo) improntato al materialismo e al metodo scientifico, ma anche il mio interesse malato verso la religione, che si è manifestato in me da bambino e non è mai passato del tutto.

In realtà da bambino ero curioso, e lo sono un po’ tuttora, verso tutti gli aspetti dello scibile umano, e questa curiosità ha contribuito parecchio a distruggere la religione ai miei occhi. Ad un età di circa 10 anni ho letto, da solo, il Matteo, e mi rimane tutt’ora impresso un consiglio di Gesù sulla gestione della propria fede, soprattutto perché i cristiani fanno l’esatto contrario.

5 Quando pregate, non siate simili agli ipocriti che amano pregare stando ritti nelle sinagoghe e negli angoli delle piazze, per essere visti dagli uomini. In verità vi dico: hanno già ricevuto la loro ricompensa. 6 Tu invece, quando preghi, entra nella tua camera e, chiusa la porta, prega il Padre tuo nel segreto; e il Padre tuo, che vede nel segreto, ti ricompenserà.

Matteo 6, discorso della montagna.

Nota: coloro che affermano, come me, che la religione è un fatto strettamente privato, vengono chiamati dal papa e dai rispettivi leccaculo “laicisti”  (la differenza con i “laici” non è ben chiara), dimenticandosi che allora anche Gesù lo era.

Inoltre sapevo dell’esistenza di tante religioni diverse, sia passate che presenti, e le vedevo più o meno equivalenti. Sapevo anche dell’ateismo, come di una delle alternative alle tante religioni.

Sapevo dei crimini della chiesa ma anche della distruzione delle chiese negli anni dello Stalinismo, del fondamentalismo islamico, di quello cristiano e delle idiozie propinate dagli svariati culti tribali e non, da semplici superstizioni fino ai sacrifici umani.

Ho letto alcuni libri di liberi pensatori e decine di riflessioni sparse di persone che di religione sanno più del credente medio, e non ne hanno nessuna.

Sapevo e so molte cose, perciò non credo. Ho capito negli anni che è importante riflettere sulla propria fede e conoscerla a fondo: è il modo migliore per perderla. Solo chi non si chiede mai niente può conservare tranquillamente credenze irrazionali.


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