Il punto della questione Charlie Hebdo

10 gennaio 2015

PREMESSA: volevo pubblicare questo articolo poco dopo l’attentato, ma non subito dopo, per lasciare il tempo ai pensieri di raffreddarsi e ai personaggi pubblici di fare le loro dichiarazioni e magari poi smentirle coi fatti, raccogliendo in questo modo ulteriori spunti di riflessione. Così ho iniziato a scrivere la bozza, ma poi l’ho abbandonata tra una faccenda e l’altra. Il 14 febbraio c’è stato però un rigurgito della stessa violenza che ha causato il primo attacco, quindi mi è sembrato il momento opportuno per riprendere in mano la questione. Buona lettura!

Poiché la morte è un evento che avviene quotidianamente, per una persona non ha senso preoccuparsi per la scomparsa di qualcuno che non le fosse in qualche modo caro. Io non conoscevo i vignettisti di Charlie Hebdo né leggevo assiduamente la detta rivista, sebbene abbia apprezzato le vignette diventate abbastanza famose da arrivare a me. Pertanto, della loro morte non dovrebbe importarmi, e in effetti così sarebbe stato se tale morte fosse avvenuta in modo “tranquillo”.

Ma non è questo il caso. I complottismi si sprecano, ma data l’organizzazione sommaria dell’attacco e l’assenza di rivendicazioni o altri elementi che possano far pensare altrimenti, lo scenario sembra quello che emerge dai fatti: un attacco per motivi religiosi ad una rivista satirica che in passato aveva preso in giro la religione in questione.

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Universo 0

24 ottobre 2014

Universo 012 – 3 – 4 – 5

\mathcal{L} = -\frac{1}{4} F_{\mu \nu} F^{\mu \nu} + i \bar{\psi} \not{D} \psi + h.c. + \psi_i y_{ij} \psi_j \phi + h.c. + {|D_{\mu} \phi|}^2 - V(\phi)

Questa formula riassume la maggior parte di quello che sappiamo. Una delle cose che sappiamo e che non è compresa qui dentro è che una parte delle conseguenze di questa formula è falsa.


Sono un esteta

8 settembre 2010

Ieri e altroieri erano giornate immobili. Il cielo era coperto da un uniformemente grigio chiaro strato di nuvole che nascondevano le montagne; era possibile immaginare di essere in pianura. Non vi era alcun rumore della natura a parte la pioggia di ieri sera, e anche i rumori umani giungevano attutiti. L’aria era piacevolmente fresca.  Altroieri era quindi la giornata perfetta per ascoltare Blackwater Park degli Opeth, cosa che ho fatto, chiudendo gli occhi per seguire attentamente la melodia, come faccio ormai da tempo quando ascolto musica. La sera ho bevuto un caffé amaro, concentrandomi prima sull’odore e poi sul sapore, lasciando che il liquido mi riempisse la bocca in modo da percepire tutte le sfumature, come faccio quando voglio gustare qualcosa. Leggi il seguito di questo post »


Metafisica

31 luglio 2010

Parliamo di metafisica, che io definisco come l’arte di cercare risposte a domande che, per come sono poste di solito, non hanno senso.

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